La caduta del Governo, Banca Centrale e Banca CIS

La caduta del Governo, Banca Centrale e Banca CIS

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Fra tutte le cause addotte alla più strampalata fine di legislatura di sempre, tanto che nessun sammarinese, crediamo, ne abbia realmente capito le cause e insieme ad essi neppure noi, ci sarebbe la discordante visione tra le forze politiche di maggioranza sulla vicenda di Banca CIS.

Repubblica Futura a questa visione non ci sta e non ha alcun imbarazzo nel ribadire la posizione tenuta sulla questione di Banca CIS.

Nell’affrontare la crisi di Banca CIS ci si è trovati davanti a varie opzioni: 1) la possibile cessione ad un acquirente interessato; 2) la liquidazione della banca e l’applicazione del Bail-in; 3) l’intervento normativo adottato, cioè l’ormai nota legge sulle risoluzioni bancarie.

Repubblica Futura ha sostenuto più volte, per altro con l’assenso degli alleati di allora, che l’ipotesi della cessione fosse certamente quella più risolutiva ed indolore per risparmiatori, dipendenti e specialmente per le casse dello Stato. A parole molti nella ex maggioranza hanno dichiarato che tale ipotesi fosse da vagliare con attenzione e fino in fondo. È ovvio che per praticare una cessione era necessario che il possibile o i possibili acquirenti fossero valutati da Banca Centrale quali soggetti idonei alla gestione di una banca. È altrettanto ovvio che ad essi dovessero essere richiesti parametri precisi che consentissero alla banca di tornare in bonis e di avere l’idonea patrimonializzazione e capacità di gestione. Queste valutazioni non spettavano certo alla politica. La politica semmai avrebbe avuto il dovere di valutare eventuali interventi normativi in grado di rendere possibile la cessione.

Purtroppo abbiamo dovuto constatate come, mentre a parole questa via era considerata praticabile, in realtà da parte di molti, non solo nella politica, non si è voluta assolutamente percorrere e ciò – cosa ancora più tragica – adducendo motivazioni legate all’uomo nero di turno: Marino Grandoni.

Repubblica Futura ha sempre sostenuto come la cessione non avrebbe comportato alcun vantaggio per la precedente proprietà e governance della banca!

Infatti la cessione, per ovvi motivi legati allo stato della banca, sarebbe stata obbligatoriamente a zero: dunque nessun soldo nelle tasche della precedente proprietà. 

Davanti a questa considerazione qualcuno ha voluto pretestuosamente sostenere che una cessione avrebbe impedito l’espletamento di possibili azioni di responsabilità nei confronti degli eventuali responsabili del dissesto di Banca CIS. Si capirà come anche questa è una argomentazione totalmente capziosa e poco incisiva. Repubblica Futura infatti aveva dato la sua piena disponibilità ad inserire, nel testo normativo che consentisse la cessione, un articolo che permettesse alla Vigilanza di Banca Centrale di esperire, nonostante la cessione, tutte le eventuali e più opportune azioni di responsabilità nei confronti di proprietà e governance dell’istituto di credito. Siamo certi che nel clima di collaborazione universale che si era instaurato su questo tema, un articolo come questo sarebbe stato approvato.

Invece no, la strada della cessione non è mai stata presa in considerazione con serietà. Si è preferito dire, anche da parte di importanti figure di garanzia, che dietro al compratore ci sarebbe stato ora Confuorti (sempre il solito! salvo poi dopo pochi giorni ritrattare con un semplice “Mi sono sbagliata!”), ora chissà quale altro potere forte. Repubblica Futura è convinta che nel sondare questa strada ci sarebbe voluta un po’ più di serietà.

Così oggi ci troviamo con una legge ampiamente stroncata dal FMI che ovviamente è preferibile a una liquidazione incontrollata, ma che lascia purtroppo incognite sul futuro dei dipendenti, su quello dei risparmiatori, della tutela dei fondi pensione e un’unica certezza: varie centinaia di milioni di euro ad appesantire il bilancio dello Stato.

Allora, visto che per qualcuno il merito di qualche Segretario di Stato sarebbe stato quello di aver difeso la Banca Centrale dagli attacchi di qualche birbaccione, Repubblica Futura si chiede: dove era la vigilanza di Banca Centrale mentre si creava il dissesto di Banca CIS? Chi ha continuato ad elargire finanziamenti alla Banca CIS se non Banca Centrale? È stato rispettato da tutti il rapporto tra politica e Banca Centrale? Se non fosse stato per un provvedimento disposto dal Tribunale nei confronti dell’allora AD di Banca CIS (poi revocato dal giudice di appello), Banca Centrale sarebbe intervenuta? Che fine faranno i dipendenti di Banca CIS? Che fine farà l’enorme credito di imposta detenuto da Banca CIS? Come è possibile che Banca Centrale non sia intervenuta prima, visto che il buco nel bilancio di Banca CIS non si è di certo creato in pochi mesi?

Repubblica Futura, potendo andare orgogliosa dell’operato dei propri rappresentanti in seno alle istituzioni, al fine di fare chiarezza e a supporto della tanto sbandierata trasparenza propone di pubblicare i verbali dei CCR, omettendo – qualora necessario – le informazioni riservate ai sensi della legge vigente, così siamo certi che i “si dice” e le caricaturali ricostruzioni degli avvenimenti lasceranno il posto alla verità e ciascun sammarinese potrà farsi le proprie idee in assoluta libertà.

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