Sarà un caso, ma per avere informazioni sul sistema finanziario a San Marino si legge il Sole 24 Ore.
Siamo un paese buffo, mentre il solito risiko bancario nostrano avrebbe dato luogo all’ennesimo tentativo di “colpetto di stato”, il maggior quotidiano economico italiano, cioè estero, spiega sempre con dovizia di particolari cosa sta accadendo nel settore finanziario sammarinese.
I media fanno il loro lavoro, nel caso del Sole 24 Ore molto bene, ma è evidente come qualcuno ai piani alti dei centri di potere – laddove si prendono davvero le decisioni – è avvezzo a fare uscire informazioni con precisione chirurgica.
E così mentre a San Marino le forze di opposizione hanno mangiato la colomba nel blackout informativo, nella maggioranza si dice che Libera e PSD chiedano la soluzione di sistema per la banca privata al centro della bufera. Intanto si prepara la tavola a livello mediatico. A dire il vero aveva iniziato prima di Pasqua il Segretario Ciacci, che, al microfono del Consiglio, aveva evocato un fantomatico “piano B” per la Banca.
La comunicazione è strategica: cosa c’è di meglio di raccontare che a Dogana c’è la fila di investitori con la valigia piena di milioni in arrivo da Malta, Cina, Rimini, Dubai, Lussemburgo per andare a Faetano?
Repubblica Futura ribadisce come il destino di un istituto di credito privato debba restare in mano ai propri azionisti, ma reclama il diritto di sapere se saranno spesi soldi pubblici (investimenti, finanziamenti, allocazione di fondi pensione, investimenti di aziende pubbliche).
Repubblica Futura chiede di nuovo di conoscere se il governo e la maggioranza nelle sue articolate componenti hanno un’idea sul futuro del sistema finanziario.
L’impressione osservando dall’esterno e leggendo il Sole 24 Ore è che tutto sia fuori controllo.
Nessuno parla del futuro dei dipendenti, asset strategico per la banca e per il paese; nessuno dice se lo Stato avrebbe i soldi per un nuovo e costoso salvataggio bancario.
Da anni chiediamo un vero e proprio “piano A” per il sistema bancario e finanziario nella prospettiva dell’accordo di associazione Ue. Ne abbiamo dato più volte le coordinate, sempre inascoltati, mentre pochi nel governo e nella maggioranza continuano a giocare al risiko bancario.
Intanto il governo reagisce debolmente o scompostamente sulla vicenda bulgara e sulla richiesta di arbitrato con i 150 milioni di risarcimento.
Repubblica Futura torna a chiedere l’istituzione in tempi rapidi della Commissione d’Inchiesta sul cosiddetto piano parallelo per accertare ogni responsabilità.
Ma serve anche altro. Il Paese ha necessità di un piano di sviluppo per il settore finanziario, trasparente e condiviso, per valorizzare gli asset strategici, definendo il perimetro dell’azione dello Stato nel settore finanziario, che non può continuare ad assorbire in modo infinito le risorse dei cittadini, frutto di imposte, tasse e debito pubblico.
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