PSICODRAMMA

Cosa succede se Pedini Amati con la delega per l’attrazione degli investimenti esteri non riesce ad accalappiare un investimento arabo al tasso del 1,5%?
Lui strabuzza, sbotta, lancia anatemi social ma nella maggioranza e nel suo partito (una volta era il PSD) fanno orecchie da mercante e tirano dritto.
Ora il front man del governo non è più lui – come nella scorsa legislatura – ma il “principe del ruspetto” al quale il re dell’asfalto ha delegato la gestione del territorio.
La maggioranza sconfessa il governo e in particolare il Segretario Pedini Amati e poi tira dritto per l’allungamento della pista di Torraccia senza vincolarlo al prestito arabo.
Il principe del ruspetto parla di “patti con il territorio”. In effetti un patto lui l’ha già fatto con l’aumento IGR e con i venti milioni che grazie a Marco Gatti serviranno per una lunga campagna elettorale, già accesa dalla bomba della questione morale e ravvivata dal “piano parallelo”.
Pedini Amati non serve più e insieme a Beccari, finito nel tritacarne del blog estero nel più assoluto silenzio del suo partito, è all’angolo di governo e maggioranza, in attesa che lo psicodramma si compia e si avvii il percorso verso le elezioni per sancire il ritorno in scena del re dell’asfalto e l’incoronazione del principe del ruspetto a mister preferenza.
Intanto noi e i cittadini assistiamo impotenti a questa bassa rappresentazione in cui, mentre siamo attaccati dall’esterno, il PSD trova il tempo di scherzare sulle maggioranze bulgare, il governo si complimenta col pilota andato a muro sulla superstrada – scambiata per una pista di Formula 1 – e ignoti, di notte, entrano ed escono da una banca come nulla fosse.
La Repubblica sta vivendo uno psicodramma e gli unici a non rendersi conto sono i governanti, troppo presi a litigare fra loro, a preparare viaggi sempre più belli e costosi e opere pubbliche sempre più utili, come i 100 metri della ferrovia in Città.
Questa è la cifra politica del governo e della maggioranza rispetto alla quale Repubblica Futura esprime preoccupazione e timore per le conseguenze fatali che potrà avere sul futuro del Paese.

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