Non è certo una novità che questo governo e questa maggioranza mal tollerino la legittima azione di controllo e critica delle opposizioni, pur se esercitata nel perimetro delle regole stabilite. Ne abbiamo ascoltate in questi mesi di tutti i colori: dai lamentati “abusi di un diritto” da chi mal sopportava il numero degli interventi della minoranza in Consiglio Grande e Generale, fino all’invocato cambiamento del regolamento consiliare per limitare il minutaggio a disposizione dei consiglieri di opposizione. L’intolleranza ha fatto poi un salto di qualità quando ha incominciato ad unirsi allo spregio degli strumenti codificati, delle istituzioni e delle leggi dello Stato: le risposte alle interrogazioni e interpellanze presentate delle opposizioni, che richiedono per legge di essere inoltrate entro il termine di trenta giorni, hanno iniziato prima a ritardare; poi ad essere irridenti quando non addirittura non rispondenti al vero. Ricordiamo il caso dell’intervento di demolizione di un manufatto presso la scuola dell’infanzia di Murata, eseguito in spregio ad ogni regola e sotto l’imperio di un Segretario di Stato; oppure quello relativo al finanziamento da parte di enti statali di un blog estero, che ha costretto Repubblica Futura a presentare ben tre successive interpellanze per ottenere qualche risposta dopo gli iniziali dinieghi. Oggi, forse perché i casi in questione riguardano il Segretario Matteo Ciacci che è all’avanguardia anche nel concetto di democrazia, siamo andati oltre: alle interrogazioni parlamentari non si risponde addirittura più. È dai primi di settembre che giacciono inevase due interpellanze presentate dal gruppo consiliare di Repubblica Futura e dalle opposizioni in tema di territorio. La prima riguarda la richiesta di chiarimenti circa un’istanza d’arengo approvata per il ripristino di un piccolo parco urbano a Murata: malgrado l’accoglimento da parte del Consiglio Grande e Generale della richiesta effettuata da privati cittadini per ristrutturare quel parco e la modestia dell’intervento richiesto, i lavori non sono mai iniziati. L’intervento non piace al Segretario?La seconda interpellanza inevasa riguarda i lavori all’ex Cinema Turismo, inaugurati sui media e sulla televisione di Stato due o tre volte da più di un congressista e di fatto mai iniziati. È lecito chiedere quali siano le intenzioni del Governo su quell’immobile? È lecito chiedere e far sapere ai cittadini se l’opera in oggetto, come pare, abbia sforato ogni previsione di spesa prima ancora dell’avvio del cantiere? È lecito pretendere un minimo di trasparenza al di là dei cartelloni presso la fatiscente struttura sui quali campeggia da anni la beffarda dicitura “next opening” solo funzionale alla tornata elettorale ormai nemmeno più tanto recente? Ma il Segretario Ciacci è oltre questi paludati riti democratici e se le domande sono scomode… basta non rispondere. Lui è smart, è 2.0, è social; lui avvia le chat per ricevere direttamente dalla cittadinanza indicazioni su quali lavori occorre fare, con solerti collaboratori che monitorano Facebook e promettono gli interventi via web al primo cenno di malcontento; attiva il form di raccolta emendamenti alla nuova legge sulla Pianificazione Territoriale su internet il giorno stesso del suo deposito, ben lungi dall’averla preventivamente condivisa con altri se non coi suoi followers. Lui è proiettato nel futuro… Noi dal canto nostro crediamo ancora negli strumenti istituzionali della vecchia democrazia rappresentativa e se il Congresso di Stato,trascorsi sei mesi, ancora non ha risposto ad una interpellanza quando dovrebbe farlo per legge entro trenta giorni, prima chiediamo in Consiglio, nell’apposito comma, che la legge venga rispettata; poi segnaliamo la cosa alle più alte istituzioni, garanti del rispetto delle regole. È bene che i cittadini lo sappiano: il mancato rispetto di un’istanza d’arengo da parte del Congresso o la mancata risposta ad un’interpellanza delle opposizioni non sortiscono conseguenza alcuna per gli inadempienti. Poco più o poco meno di una questione d’onore, che evidentemente ha poco valore nelle dinamiche attuali. Ma se il solo modo per farci ascoltare dal Segretario social è quello della ribalta pubblica, l’unica alla quale egli è sensibile, sappia il Segretario che non abbiamo nessun timore a chiederglielo anche pubblicamente: Ciacci ci vuoi rispondere o no?
Interpellanze inevase e Ciacci non risponde
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