Repubblica Futura esprime alcune considerazioni in merito alla nomina dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, rinviata nel corso dell’ultima seduta del Consiglio Grande e Generale.
Il gruppo consiliare di RF, come è prassi in questi casi e con pieno spirito di collaborazione, ha anticipato informalmente, lunedì 16 marzo, il nome del proprio candidato.
A questo punto è partito un qualcosa di assolutamente anomalo. Anzitutto, la nomina (prevista per il giorno successivo) è stata stranamente posticipata, adducendo non meglio precisati problemi.
Da lì, il solito sito estero si è attivato con una articolata campagna pressochè quotidiana di menzogne e odio nei confronti di Andrea Zafferani, candidato di RF, con uno scandaloso processo alle intenzioni secondo cui una persona, solo perché ha avuto un passato da consigliere, automaticamente non sarebbe in grado di svolgere il suo lavoro in maniera indipendente.
Lunedì 23, in una riunione informale fra i gruppi consiliari propedeutica alla nomina, il gruppo consiliare di Repubblica Futura ha ribadito il proprio nominativo; a quel punto, Massimo Andrea Ugolini e Gian Nicola Berti hanno avanzato gli stessi identici rilievi espressi dal sito estero.
Ciò nonostante non si siano mai stracciati le vesti per altre nomine che presentavano problemi di inopportunità o mancanza di indipendenza concreti e reali, fatte da loro stessi (DC o Alleanza Riformista) in Autorità o Consigli di Amministrazione: per esempio, ex Segretari di Stato, consiglieri coinvolti in indagini penali, esponenti apicali di partito, mogli di ex consiglieri piazzate a presiedere CdA strategici nominati direttamente dal Congresso di Stato, senza che PDCS o AR avessero nulla da dire.
Nulla da dire anche sul Sindaco-Segretario Particolare impegnato in Italia nella campagna referendaria per il SI, rispetto al quale non abbiamo sentito nessuna levata di scudi da governo, maggioranza e dal sito estero.
Nulla, però si attivano per bloccare Andrea Zafferani perché è stato consigliere di RF. E poco importa se sia un tecnico in ambito privacy, svolga questa attività da anni e sia in possesso di certificazioni rilasciati da enti italiani in materia di protezione dei dati: per il sito estero non può essere indipendente perché è stato consigliere di RF, e la maggioranza si inchina al suo volere.
Repubblica Futura prende atto di come il sito estero si sia trasformato in partito politico, con capacità di influenzare alcuni membri del Consiglio Grande e Generale. Da oggi in avanti, le nomine che spettano all’opposizione le deciderà il blog estero, con l’avallo della maggioranza? Oppure l’opposizione potrà continuare a proporre i propri nominativi, se in linea con i requisiti che le norme prevedono?
Avere la diretta conferma che un sito web estero, ormai diventato un vero e proprio partito politico, orienta i membri del Consiglio Grande e Generale, membri del Congresso di Stato, è un fatto grave rispetto al quale il movimento valuterà le azioni più opportune.
Mentre la magistratura indaga su un’ipotesi di attentato all’integrità dello Stato, c’è chi con tranquillità e trasparenza gestisce le nomine del Consiglio Grande e Generale, getta discredito su movimenti politici e persone loro afferenti, anima una campagna contro l’accordo di associazione con la UE, istiga all’odio razziale e all’odio verso le persone mentre pubblicizza appartamenti di lusso e automobili.
Repubblica Futura agirà con decisione in tutte le sedi affinché vi sia chiarezza rispetto al ruolo di un partito occulto che esercita potere e pressioni sulle istituzioni della Repubblica, sostituendosi ai cittadini e ai loro rappresentanti eletti democraticamente, spargendo odio e menzogne sugli avversari politici.
