Coordinamento di RF: commissione di inchiesta, guerra e caro vita

Coordinamento di RF: commissione di inchiesta, guerra e caro vita

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“Repubblica Futura ritiene necessario predisporre un piano per mettere in sicurezza il sistema economico, tutelare i cittadini rispetto agli effetti dei conflitti armati sulla capacità di spesa”

Giovedì 12 marzo 2026 si è riunito il Coordinamento di Repubblica Futura per esaminare l’ordine del giorno della sessione consiliare del mese di marzo.
Repubblica Futura rileva come governo e maggioranza giochino a nascondino rispetto alla proposta di legge presentata dalle opposizioni e relativa all’istituzione di una Commissione d’Inchiesta per la questione bulgara. Non ci sarà un apposito comma nella sessione che inizierà lunedì. L’istituzione di un’altra Commissione d’Inchiesta, quella sul caso del pedofilo, è stata inserita al comma 24, cioè in coda all’ordine del giorno consiliare (così da non arrivare nemmeno alla sua votazione), a dimostrazione che governo e maggioranza sono allergici alle indagini politiche ritenute pericolose per la tenuta di questa sgangherata compagine di governo.
Repubblica Futura esprime forte preoccupazione rispetto alla situazione internazionale nella quale stanno proliferando scenari di crisi, con conflitti armati che da nord e sud lambiscono il continente europeo.
Non è chiaro se il governo che ha aumentato le tasse, che segue la strada del debito pubblico, che non si impegna ad aumentare i salari, voglia fronteggiare una contingenza potenzialmente esplosiva.
Nell’euforia per le code ai distributori di benzina ci si dimentica che il carburante aumenta anche per i sammarinesi e che il generale aumento dei prezzi – vedi inflazione – colpirà anche la nostra Repubblica, il settore economico e tutti i cittadini.
Governo e maggioranza vivono in una realtà distopica. Anziché trovare soluzioni concrete per cittadini e imprese, non trovano di meglio che chiudersi al Kursaal per tre giorni di auto celebrazione.
Repubblica Futura ritiene necessario predisporre un piano per mettere in sicurezza il sistema economico, tutelare i cittadini rispetto agli effetti dei conflitti armati sulla capacità di spesa di ciascuno e, in ultimo, ponderare scenari per proteggere la popolazione rispetto alle minacce esterne che le guerre in atto rendono ogni giorno più concrete.

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