Audizione del CE in IV Commissione

Audizione del CE in IV Commissione

L’episodio della rocambolesca chiusura dei lavori della Commissione IV, dovuta alla sparizione in aula dei Segretari di Stato chiamati a relazionare sulla legge “Daspo”, è riuscito a mettere in ombra l’audizione dei membri del Comitato Esecutivo ISS, già di per sé non particolarmente esaltante malgrado le celebrazioni mediatiche messe in campo a discussione non ancora conclusa. Che governo e maggioranza non avessero affatto le idee chiare in tema di sanità, fra Atti Organizzativi, Fabbisogni spartitori e Piani Sanitari più simili a liste dei desideri, era cosa ormai tristemente nota; ma la conferma è arrivata dalla declaratoria del Segretario di Stato Gatti (facente funzione) degli indirizzi dettati dal Congresso al Comitato Esecutivo: dall’accorciamento delle liste di attesa, alla leggibilità del bilancio passando per l’utilizzo della firma elettronica Gatti ha elencato una sequela di richieste di scontata caratura amministrativa e che ben poco hanno a che fare con quegli indirizzi politici di lungo respiro che un governo dovrebbe fornire alla governance tecnica della nostra sanità. Dal canto suo il Comitato Esecutivo ha relazionato sul primo approccio all’incarico caratterizzato, ci è parso, da un impatto massicciamente burocratico con l’implementazione di tutta una serie di strumenti mediati troppo direttamente dalla Pubblica Amministrazione. I Commissari di Repubblica Futura hanno evidenziato, fra le altre, alcune criticità: il taglio lineare delle retribuzioni per i medici consulenti, che mina ulteriormente per i medici di eccellenza l’appetibilità del sistema sanitario sammarinese già in crisi per carenza endemica di personale; nessun “piano B” di sostituzioni nel caso queste revisioni remunerative, appena iniziate come ci è stato riferito, producano defezioni. Repubblica Futura ritiene che la sacrosanta revisione della spesa, che dovrebbe però consistere in una rivisitazione strutturale e non in un approccio meramente algebrico, non debba iniziare dal taglio delle prestazioni di eccellenza che, in ultima analisi, costituiscono il prodotto offerto alla cittadinanza. I Commissari di RF hanno inoltre evidenziato la mancanza nella Casa di Riposo di una dirigenza medica – prevista dall’Atto Organizzativo – che si prenda carico con continuità della salute degli ospiti/pazienti; sono intervenuti sul tema dell’Hospice e della sua futura realizzazione, auspicabilmente fuori dalla struttura ospedaliera, e sul degrado della camera ardente squallida e caratterizzata da una inaccettabile promiscuità nella ostensione dei feretri. Le risposte su questi temi sono state purtroppo all’insegna del “vedremo… faremo…”. Ma è sulla necessità di rinnovare il modello intero di sanità, per coniugare il principio di Universalità con quelli di Qualità e Sostenibilità, che i Commissari di RF hanno puntato la loro attenzione e rivolto le principali richieste: se il modello di sanità si dovrebbe concretizzare nella realizzazione del nuovo ospedale la situazione si fa preoccupante. Già decisa dal governo la modalità di finanziamento dell’opera, la Finanza di Progetto. Lo strumento consiste nell’individuazione di finanziatori che forniranno i capitali per costruire l’ospedale e che, per rientrare dell’investimento ed ottenere il legittimo guadagno, gestiranno per diversi decenni, pagati dallo Stato, taluni servizi ospedalieri. Repubblica Futura non è assolutamente a priori contraria al moderno strumento della Finanza di Progetto, ma la delicatezza e complessità del tema devono indurre alla massima cautela. Quali approfondimenti e confronti sono stati condotti prima di decidere sulla Finanza di Progetto? Quali casi di studio sono stati presi ad esempio? Quali servizi verranno esternalizzati? Certamente non quelli primari di direzione e cura, di questo abbiamo esplicitamente chiesto rassicurazione. Quale impatto avrà, per il tessuto imprenditoriale sammarinese che attualmente li detiene, la cessione dei servizi ospedalieri ad un finanziatore? Per queste e per altre domande non è pervenuta risposta e la sensazione è che, nella consueta asimmetria di informazioni, in pochi stiano decidendo quali prestazioni si esternalizzeranno, quali rimarranno in capo al pubblico, cosa sarà negoziabile e, in definitiva, come sarà organizzato e costruito il nuovo ospedale. Questa mancanza di trasparenza e di coinvolgimento è inaccettabile per un asset, quello sanitario, che coinvolge trasversalmente le persone tutte e che impegnerà, in termini di obiettivi da raggiungere, una quantità di esecutivi ben oltre il corto orizzonte di quello attuale. L’audizione del CE si è conclusa con l’immancabile Ordine del Giorno celebrativo e già scritto ma tuttavia travagliato, come si è potuto constatare dal continuo trambusto in aula, a causa dell’inserimento in extremis di un blandissimo accenno all’Atto Organizzativo ISS. Il Direttore Amministrativo, nel corso dell’audizione, ha infatti chiaramente fatto capire che il cambiamento di quell’Atto, ferocemente contestato da Libera ai tempi dell’opposizione, non è affatto una priorità. Proprio col patetico paravento della successiva e celere revisione Libera, a legislatura appena iniziata, aveva dovuto digerire quella norma per poter stare al governo con la DC. Libera, ammesso che ci abbia mai realmente creduto, si metta il cuore in pace: l’Atto Organizzativo non si cambierà. La sanità continua ad essere tristemente trattata come il gioco del Monopoli nel quale, come prevedibile, i dadi continua a lanciarli solo la Democrazia Cristiana.

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