
Un assestamento di bilancio poverissimo di contenuti quello che la maggioranza sta portando all’attenzione dell’aula. L’unico provvedimento di rilievo è quello delle residenze fiscali non domiciliate: si tratta della parte peggiore del famigerato DES che, se funzioneranno come atteso dal Governo, faranno tornare il Paese ai tempi opachi in cui, tramite San Marino, si favorivano fenomeni di evasione ed elusione fiscale all’estero; inoltre, il meccanismo ideato prevede una clamorosa disparità fiscale fra i redditi generati a San Marino dai residenti non domiciliati (che pagheranno il 5% se persone giuridiche, 10.000€ se persone fisiche) rispetto a tutti gli altri residenti. Un provvedimento sbagliato e pericoloso, sulla cui compatibilità con il percorso di associazione con l’Unione Europea lo stesso Governo ha molti dubbi.
Mancano completamente politiche per lo sviluppo economico del Paese e soprattutto le politiche sociali, quelle capaci di sostenere le famiglie alle prese col clamoroso caro vita di questa ultima fase storica che sta erodendo fortemente il potere d’acquisto.
Sul primo fronte, quello dello sviluppo, Rf ha proposto due semplici emendamenti:
• una revisione della famigerata combo “riforma lavoro – riforma pensioni” nella parte in cui ha raddoppiato di netto il costo per gli amministratori delle società, precludendo la nascita e la sopravvivenza di numerose attività economiche;
• una riforma della solidarietà familiare, ridando nuovamente la possibilità (abrogata dalla famigerata riforma del lavoro di Lonfernini) anche agli amministratori delle società “familiari” (quote di proprietà della famiglia), che operano in determinati settori, di utilizzare questo strumento.
Due piccoli ma importanti elementi per facilitare il lavoro delle imprese in territorio. Emendamenti bocciati, come sono stati bocciati quelli mirati a favorire l’aumento dei salari dei lavoratori sammarinesi, sia:
• attraverso la detassazione degli aumenti contrattuali derivanti dalla contrattazione di secondo livello che superino gli aumenti garantiti dal contratto nazionale;
sia
• attraverso un credito d’imposta per le forme di “welfare aziendale” garantito dalle imprese sammarinesi;
due norme che avrebbero contribuito ad avvicinare di più all’inflazione gli aumenti retributivi garantiti dalle imprese.
Niente da fare neanche per gli emendamenti miranti ad introdurre aiuti per il pagamento delle bollette per le famiglie a più basso reddito e più in difficoltà e per aumentare la progressività nelle tariffe di gas ed energia (per aiutare chi consuma meno e penalizzare chi consuma di più).
Siamo ancora in attesa di discutere il nostro emendamento che prevede l’aumento degli assegni familiari, attraverso un adeguamento all’inflazione registrata dal 2017 ad oggi, differenziando tale adeguamento in base al reddito del richiedente: coi chiari di luna che ci sono, non siamo ottimisti.
Zero attenzione, purtroppo, anche sul fronte dei mutui a tasso variabile, schizzati in alto per effetto dell’aumento dei tassi, con aumenti di centinaia di euro ogni mese per le famiglie. Politiche di sospensione del pagamento della quota capitale (con contestuale allungamento delle scadenze) non sembrano essere nei radar di questa compagine governativa.
Il Governo non è sintonizzato con la realtà che oggi il Paese vive, ed è sordo alle proposte dell’opposizione, perché se una cosa non la propone la maggioranza non si può accogliere. Intanto il Paese è fermo e le cose non si fanno. Una situazione veramente imbarazzante.
Repubblica Futura ha lavorato e continuerà a lavorare per superare questo immobilismo, con proposte di miglioramento delle leggi e contrastando proposte dannose come quella della residenza fiscale non domiciliata, auspicando che Governo e maggioranza prendano presto atto della loro inadeguatezza e incapacità.
Con gli ultimi giorni di agosto terminerà anche la tormentata sessione dell’assestamento. Una macedonia politico-istituzionale in cui governo e maggioranza sembrano sempre più a disagio per dinamiche interne impazzite: unione socialista, polo liberale, riformisti-trasformisti e con i singoli segretari di stato lanciati in una campagna elettorale fatta di annunci bomba e clientele.
In questo quadro decadente, con scene da basso impero, sfugge quale logica segua la gestione dell’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici.
In attesa della prossima defenestrazione del Direttore, capro espiatorio delle continue scelte sbagliate prese dal CdA e dal suo presidente, pronto a rinascere democristiano pur di garantirsi la riconferma e mantenere i lauti incarichi pubblici accumulati, osservando il riempimento degli uffici di nuove leve pre-elezioni che comporteranno anche lavori di ristrutturazione della sede per centinaia di migliaia di euro, vedendo la gestione schizofrenica del settore rifiuti – erede della dottrina Barulli-Canti della “mondezza island” – si arriva all’assurdo dell’aumento delle tariffe dell’acqua. Aumento in una delle poche estati in cui non è stata emessa l’ordinanza di emergenza idrica. Perché?
AASS ha dato corso a una delibera dell’Autorità di Regolazione per i Servizi Pubblici e l’Energia del 31 marzo 2022 (la n. 2/2022) che faceva seguito alla richiesta di adeguamento delle tariffe del 17 novembre 2021. In base a questa richiesta l’Autorità ha deliberato un pacchetto di aumenti delle tariffe acqua con tre passaggi:
dal 01/04/22 + 10%,
dal 01/01/23 +20%
dal 01/01/24 + 30%.
Questo per quanto riguarda il Tariffario del servizio idrico integrato. Più prudenti invece gli aumenti per usi diversi da quello familiare (+5%, +10%, +15%: si sa che con le aziende il governo è un pochino più delicato!).
Dal 2024 una famiglia sammarinese pagherà l’acqua +60% rispetto al prezzo praticato al 31 marzo 2022. Canti vuole la San Marino “plastic free” ma aumenta il prezzo dell’acqua di casa tanto che 1 litro costa più di una bottiglia di minerale.
È normale? Non è che AASS intende fare pagare alle famiglie il costo di acquisto delle azioni di Romagna Acque attraverso un aumento monstre del costo dell’acqua? Oppure governo e Azienda intendono trovare le risorse economiche per sostenere una gestione disastrosa, inefficiente e per molti versi anomala rispetto a quanto accade nelle multiservizi?
AASS ha in questo momento un prezzo di acquisto molto basso dell’energia elettrica, non paga imposte, continua ad assumere personale oltre ogni ragionevole logica e a utilizzare largamente consulenti esterni ben pagati. Mentre il CdA decide a luglio di rivedere in ribasso il costo del gas, per l’acqua continua l’aumento automatico fuori da ogni logica o ragione.
Nel 2021, quando AASS fece la richiesta di aumenti, non era in corso il conflitto russo-ucraino, non c’era l’inflazione a doppia cifra e i tassi di interesse erano ancora vicini allo zero.
Oggi la realtà è ben diversa e il regalino estivo del governo balneare ai cittadini, dopo la maxi-bolletta del gas a luglio, è la bolletta pesante dell’acqua in agosto.
Repubblica Futura presenterà nei prossimi giorni un’interrogazione per vederci chiaro e capire quanto costa l’acqua all’Azienda, quanto è il margine di guadagno, quanto peserebbe l’operazione Romagna Acque, come è gestito il settore acqua-gas.
Prima di mettere le mani in tasca ai cittadini serve trasparenza. È inutile rallegrarsi che la benzina a San Marino costa meno e poi far pagare l’acqua più del gasolio.
Repubblica Futura
Membro dell’Associazione dei Liberali e dei Democratici Europei (ALDE)
Repubblica Futura ha depositato in data 28 agosto 2023 il seguente progetto di Legge:
PROGETTO DI LEGGE
MODIFICHE ALLA LEGGE 29 GIUGNO 2005 N. 96 E SUCCESSIVE MODIFICHE “STATUTO DELLA BANCA CENTRALE DELLA REPUBBLICA DI SAN MARINO”
Art. 1
(Modifiche all’articolo 10 della Legge n.96/2005 e successive modifiche)
- Il comma 1 dell’articolo 10 della Legge n.96/2005 e successive modifiche è così sostituito:
“Il Consiglio Direttivo è composto dal Presidente e da cinque Consiglieri nominati dal Consiglio Grande e Generale, di cui un membro proposto dai soci di minoranza, due membri proposti dai gruppi consiliari di maggioranza, due membri proposti dai gruppi di opposizione. Tutti i componenti sono scelti tra persone con competenze ed esperienze economiche e/o giuridiche rilevanti per la gestione e il controllo del sistema finanziario”.
- Il comma 2 dell’articolo 10 della Legge n.96/2005 e successive modifiche è così sostituito:
“I componenti del Consiglio Direttivo durano in carica tre anni e sono rieleggibili per un solo mandato. In caso di cessazione dall’incarico prima della scadenza, i quorum costitutivo e deliberativo del Consiglio Direttivo sono computati sulla base dei Consiglieri rimasti in carica. In caso di dimissioni, presentate al Consiglio Grande e Generale, la sostituzione del membro dimissionario deve avvenire entro novanta giorni dalla presentazione della lettera di dimissioni. Il Consiglio non può validamente costituirsi né deliberare qualora il numero dei Consiglieri rimasti in carica sia inferiore a tre”.
Art. 2
(Modifiche all’articolo 13 della Legge n.96/2005 e successive modifiche)
Il comma 2 dell’articolo 13 della Legge n.96/2005 e successive modifiche è così sostituito:
“Il Presidente è nominato dal Consiglio Grande e Generale con la maggioranza dei due terzi, resta in carica per tre anni ed è rieleggibile una sola volta”.
Art. 3
(Modifiche all’articolo 14 della Legge n.96/2005 e successive modifiche)
- Il comma 2 dell’articolo 14 della Legge n.96/2005 e successive modifiche è così sostituito:
” L’incarico del Direttore Generale dura tre anni con possibilità di rinnovo”.
- Il comma 6 dell’articolo 14 della Legge n.96/2005 e successive modifiche è così sostituito:
“In caso di dimissioni, revoca, morte del Direttore Generale, il Consiglio Direttivo ha l’obbligo di avviare tempestivamente la procedura di nomina del Direttore Generale e proporre al Consiglio Grande e Generale, entro novanta giorni, il nominativo per il gradimento, come previsto al comma 1 del presente articolo. Ogni incarico di Direttore ad interim, o di Direttore facente funzione, che sia in essere da più di 90 giorni senza che sia intervenuto il gradimento del Consiglio Grande e Generale, decade d’ufficio.”
Art. 4
(Modifiche all’articolo 16 della Legge n.96/2005 e successive modifiche)
Il comma 1 dell’articolo 16 della Legge n.96/2005 e successive modifiche è così sostituito:
“Il Collegio Sindacale si compone di un Presidente e di due membri effettivi; il Presidente è nominato dal Consiglio Grande e Generale su indicazione dei soci di minoranza; i due membri effettivi sono nominati dal Consiglio Grande e Generale indicati uno dai gruppi di maggioranza e uno dai gruppi di minoranza”.
Art. 5
(Modifiche all’articolo 17 della Legge n.96/2005 e successive modifiche)
Il comma 4 dell’articolo 17 della Legge n.96/2005 e successive modifiche è così sostituito:
“La carica di Presidente, membro del Consiglio Direttivo, membro del Collegio Sindacale, di Direttore Generale, di Vice Direttore Generale di Ispettore della Banca Centrale è incompatibile con l’essere titolare di partecipazioni in soggetti vigilati dalla Banca Centrale o di società estere operanti in ambito finanziario.”
Art. 6
(Aggiunta di un articolo 18-bis alla Legge n.96/2005 e successive modifiche)
Art.18-bis
(Obbligo di residenza)
- Il Presidente e la maggioranza dei membri del Consiglio Direttivo devono essere cittadini o residenti al momento della nomina. I membri del Consiglio Direttivo che non fossero cittadini o residenti al momento della nomina, hanno l’obbligo di richiedere la residenza in territorio entro 120 giorni dalla nomina stessa.
- I membri del Collegio Sindacale devono essere cittadini o residenti al momento della nomina.
- Qualora il Direttore Generale, al momento della nomina, non sia cittadino o residente, ha l’obbligo di richiedere la residenza in territorio entro 120 giorni dalla nomina stessa.
- I membri del Coordinamento della Vigilanza, qualora non fossero cittadini o residenti al momento della nomina, hanno l’obbligo di richiedere la residenza in territorio entro 120 giorni dalla nomina stessa.
- Almeno il 90% dei dipendenti della Banca Centrale devono essere assunti dalle liste di avviamento al lavoro.
Art. 7
(Disposizioni transitorie)
- Il Presidente, i membri del Consiglio Direttivo e del Collegio Sindacale attualmente in carica e nominati antecedentemente all’entrata in vigore della presente legge, restano in carica fino all’approvazione del bilancio di esercizio e comunque non oltre il 30 settembre 2024.
- Il Presidente, i membri del Consiglio Direttivo, del Collegio Sindacale ed il Direttore Generale, devono adeguarsi ai disposti di cui all’articolo 5 ed all’articolo 6 della presente legge entro 120 giorni dall’entrata in vigore della stessa.
Art. 8
(Abrogazioni)
Sono abrogate tutte le disposizioni in contrasto con la presente legge.
Art. 9
(Entrata in vigore)
La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua legale pubblicazione.
Un’altra occasione persa
Nell’ennesima scena di quello che sembra essere il sequel di un dramma legislativo senza fine, la maggioranza ha dimostrato ancora una volta di votare tutto quello che il governo dice, anche se non convinta di quello che fa. E così, nella corrente sessione consiliare, ecco bocciato l’emendamento proposto da Repubblica Futura che mirava a reintrodurre la solidarietà familiare anche per le società di capitali, così come previsto fino all’entrata in vigore della “non riforma” del lavoro del Segretario di Stato Teodoro Lonfernini, ancora da ultimare con decreti delegati a distanza di otto mesi dalla sua entrata in vigore.
L’emendamento proposto da Repubblica Futura, nonostante il sostegno trasversale manifestato dalle forze politiche, favorevoli al principio di reintroduzione della solidarietà familiare anche per le società di capitali, è stato bocciato.
La situazione resterà la stessa, maggioranza e governo capiscono ma non vogliono cambiare nulla.
Repubblica Futura reputa essenziale andare incontro alle esigenze delle aziende che compongono il comparto turistico e commerciale del territorio, settori strategici ed importanti per l’economia.
Queste aziende, già duramente colpite da una stagione non pienamente decollata e ormai agli sgoccioli, hanno bisogno di sostegno e di strumenti adeguati per affrontare le sfide attuali. Purtroppo, la mancata approvazione dell’emendamento proposto da Repubblica Futura rappresenta un’altra importante perdita di opportunità da parte di questo governo e una presa in giro degli imprenditori e delle loro famiglie, che si sentono dare ragione ai microfoni della radio ma sconfessati nella votazione di un emendamento.
Purtroppo, la situazione è sempre la stessa: si condivide l’intervento ma lo si rimanda ad un provvedimento del Governo, perché se una proposta non ha il “bollino” della maggioranza e proviene dall’opposizione, va bocciata anche se si condivide. E intanto si continua a perdere tempo.
Si è persa un’occasione per risolvere subito un problema, giudicato tale da tutti. Ora quindi non ci resta che affidarci al governo, con il solito decreto delegato per mettere una toppa ad una situazione evidenziata da commercianti, associazioni di categoria e sindacati con il tempo che continua a passare e con i prossimi mesi che saranno molto duri visto quanto sta avvenendo nel settore.
Repubblica Futura
membro dell’Associazione dei Liberali e Democratici Europei (ALDE)




Il governo cosiddetto “balneare”, che si regge molto precariamente, è arrivato alla fase dei “saldi di fine legislatura”. Vediamo un po’.
Ci si dice che il bilancio dello Stato è in sicurezza, che va molto bene. Ci sono tanti soldi da spendere e pazienza se non sono i nostri ma presi in prestito. L’importante è che si possa arrivare alle elezioni senza fare bancarotta, poi si vedrà.
Abbiamo saputo che ci sarà la settimana corta a scuola. Gli studenti frequenteranno le lezioni solo per cinque giorni alla settimana, ma non dovranno studiare di più ed il sabato andranno a spasso. Solo nel 2024, però, dopo le elezioni.
Clamorosamente sembra che San Marino sarà protagonista dell’esplorazione spaziale. Segreta, al momento, la località da cui fare partire i razzi per non inquietare i residenti in zona. A proposito: Elvis Presley non è morto ma è tornato a casa sul suo pianeta.
Si è detto, da fonte autorevole, che con la riforma del sistema delle imposte generali sul reddito non ci sarà aumento delle tasse. Anzi, qualcuno si aspetta che ai sammarinesi verranno restituite somme di denaro, magari quelle degli aumenti delle bollette, con un sorteggio a lotteria. Tutto dopo le prossime elezioni.
La nostra costosissima Banca Centrale è governata da un Consiglio Direttivo su cui pendono non poche incongruenze regolamentari, per di più con un presidente che chiacchiera con servizi segreti di altri Stati e che ha il vizietto di non essere molto coerente con quanto dice nelle sedi processuali che frequenta. Intanto del Memorandum con Banca d’Italia non si parla nemmeno più, si continua ad assumere dipendenti e ci si dedica al risiko bancario “de noantri”, un gioco noto a pochissimi ma molto appassionante.
Dell’ospedale nuovo non c’è traccia (siamo ancora ai preliminari con qualche sostanziosa delibera di spesa qua e là) ma finalmente si smonta il disastro del COT. Pazienza se nel frattempo si sono buttate dalla finestra centinaia di migliaia di euro. La sanità pubblica, per chi riesce a goderne, è gratis, almeno fino a dopo le elezioni.
Si attende l’albergo Alpitour di Murata ma dopo il terzo o quarto bando, o forse no. Al Nido del Falco Cipriani è scappato e non ci sono più nemmeno i falchi. Intanto gi alberghi e ristoranti, quelli veri, continuano a chiudere. Però ci divertiamo molto, con le tante manifestazioni e sagre pagate con i soldi presi a debito.
Sembra che in futuro, ovviamente non ben definito, il cloud di Amazon per San Marino ci sarà, ma solo parzialmente e senza i dati sensibili. Parzialmente nuvoloso, insomma.
Il DES forse ci sarà, ma solo un po’. Porterà tanti benefici al Paese, un po’ come negli anni Novanta. All’epoca, è vero, ci fu qualche piccolo problema di blacklist e varie incomprensioni con l’Italia. Però, pazienza, qualche vantaggio per qualcuno ci sarà sicuramente.
Ogni sammarinese avrà diritto ad un asfalto e non avremo il piano regolatore di Boeri ma quello di Canti. Che è molto più bello, soprattutto sotto elezioni.
Si dice che le trattative con l’Unione Europea vadano a gonfie vele, ed entro l’anno si firmerà. Per cosa ancora non si sa esattamente, ma siamo quasi a settembre e si farà in tempo a fare anche il referendum prima di dicembre. O forse no.
Insomma, meglio ridere che piangere, secondo il vecchio adagio. Purtroppo, l’attuale governo, uno dei peggiori di cui si abbia memoria, con forti profili di illegittimità in base alla pasticciata legge elettorale, lascerà in eredità ai sammarinesi tanti problemi, alcuni molto gravi a cominciare dal disastro delle finanze pubbliche e da un debito estero enorme. Nonostante ciò, si ripropone lo stanco rituale delle promesse farlocche da parte di un governo paralizzato dai veti incrociati dei suoi componenti e da una congenita incapacità. Il senso di responsabilità imporrebbe di riconoscere le gravi difficoltà dell’attuale situazione e ricercare le soluzioni politiche, economiche e sociali per farvi fronte. Ma non si vede nulla di tutto questo. Solo alchimie di sigle partitiche e tante promesse a vuoto: i saldi di fine legislatura.
Repubblica Futura
membro dell’Associazione dei Liberali e Democratici Europei ( ALDE)
In relazione alle condizioni giuridico/legali del Consiglio Direttivo della Banca Centrale della Repubblica di San Marino in ordine al quale è stabilito dall’art. 10 comma 1 dello Statuto di Banca Centrale (Legge n. 96 del 29 giugno 2005) che “la maggioranza dei componenti del Consiglio Direttivo dovrà essere composta da cittadini sammarinesi o residenti” (4 componenti cittadini o residenti su 6), Repubblica Futura rileva che tale maggioranza, così come prevista per legge, non è rispettata da tempo.
Nonostante le considerazioni espresse dalla nota del 7 agosto 2023 del Collegio Sindacale di Banca Centrale, si rileva un difetto nella composizione del massimo organo di BCSM, che non può essere sanata da un parere del Collegio Sindacale di BCSM, né da presunti pareri del “Servizio Legale interno”.
Repubblica Futura da tempo nelle sedi preposte, Consiglio Grande e Generale, Ufficio di Presidenza e infine con una nota diretta alla Reggenza, ai soci di BCSM, al Collegio Sindacale di BCSM, chiede chiarezza, trasparenza e un punto fermo su una vicenda che sta trascinando l’istituzione di vigilanza del settore finanziario in una palude di polemiche.
Repubblica Futura non entra nel merito delle dimissioni dal Consiglio Direttivo e fa presente, da un lato, che non esistono per prassi e norma dimissioni di tipologie diverse rispetto alla modalità di presentazione e, dall’altro, che le dimissioni stesse non possono avere effetti diversi a seconda delle circostanze in cui vengano presentate.
Ricordiamo altresì che gli organismi di nomina del Consiglio Grande e Generale per le dimissioni fanno riferimento allo stesso e agli organismi a esso correlati (Reggenza, Ufficio di Presidenza, Segreteria Istituzionale) e non agli organismi oggetto della nomina. Così come le statuizioni di legge sottese alle nomine non sono interpretabili dagli enti oggetto di nomina, né modificabili secondo le convenienze del momento.
La nomina da parte del Consiglio Grande e Generale è di unica tipologia, secondo le previsioni di legge, con i requisiti stabiliti dalle norme dell’organo in cui sono effettuate. In questo senso non esiste a livello normativo o nella prassi l’istituto della “riconferma”, come menzionato nella nota del Collegio Sindacale e di conseguenza un soggetto rinominato o rieletto va trattato allo stesso modo di un soggetto neo nominato.
E’ decisamente stravagante, inoltre, la considerazione del Collegio Sindacale in merito alla presunta “incertezza interpretativa” e l’appello agli “approfondimenti” richiamati.
A giudizio di Repubblica Futura lo spazio per le interpretazioni delle norme non sussiste, così come è chiara la volontà del legislatore, mai contestata nella breve storia di Banca Centrale, di avere sempre (e non solo al momento della nomina) nel Consiglio Direttivo una maggioranza (4 membri su 6) di cittadini o residenti.
Pertanto, si rivolge la seguente interrogazione al Congresso di Stato per avere elementi informativi su questa vicenda:
- a) elenco dei Consigli Direttivi, Assemblea dei Soci, tenuti dal 24 aprile 2023 alla data odierna, con l’elenco degli invitati e quello dei partecipanti;
- b) avere evidenza se nelle riunioni tenute dal 24 aprile 2023 alla data odierna di Consiglio Direttivo, Assemblea dei Soci, Collegio Sindacale, Comitato etico è stato discusso il tema della legalità del Consiglio Direttivo, della permanenza dei requisiti di legge, delle nomine della Signora Catia Tomasetti e del Signor Emanuele Boni (in caso positivo si chiede di indicare organo, data, estratto del verbale del contenuto);
- c) si chiede di avere evidenza delle eventuali note da BCSM trasmesse al Congresso di Stato, CCR, organi istituzionali, uffici dell’Amministrazione sul tema della situazione del Consiglio Direttivo della stessa BCSM dal momento delle dimissioni del consigliere Giacomo Volpinari ad oggi (si chiede copia);
- d) di avere tutti i riferimenti forniti dall’ufficio legale interno di BCSM e rivolti agli organi della stessa, dal momento delle dimissioni del consigliere Giacomo Volpinari ad oggi, sul tema della situazione del Consiglio Direttivo della stessa BCSM e dei requisiti di legalità del medesimo (si chiede copia);
- e) di avere evidenza su come le dimissioni della Signora Martina Mazza, del Signor Giacomo Volpinari, della Signora Antonella Mularoni, sono state gestite da BCSM; se i dimissionari sono stati considerati in regime di prorogatio fino all’insediamento effettivo del sostituto, invitati alle riunioni degli organismi di BCSM (Consiglio Direttivo, Assemblea dei Soci, ecc.), abilitati all’accesso ai propri servizi informativi interni a BCSM (ad esempio le email) ed alla ricezione delle comunicazioni sociali e se hanno potuto avere accesso fisico alla sede aziendale (si chiedono evidenze scritte di quanto richiesto);
- f) si richiede copia di tutte le comunicazioni ufficiali intervenute tra i succitati Signori (Martina Mazza, Giacomo Volpinari, Antonella Mularoni) ed eventualmente intercorse tra essi stessi e Banca Centrale – nelle sue articolazioni – o Soggetti vigilati dalla stessa BCSM, aventi ad oggetto la tematica delle loro dimissioni;
- g) si richiede copia di tutte le comunicazioni ufficiali intervenute tra i succitati Signori (Martina Mazza, Giacomo Volpinari, Antonella Mularoni) ed eventualmente intercorse tra essi stessi ed uno o più tra i seguenti: Ecc.ma Reggenza, uffici dell’Amministrazione, Congresso di Stato, Ufficio di Presidenza del Consiglio Grande e Generale, Consiglio Grande e Generale, aventi ad oggetto la tematica delle loro dimissioni;
- h) se il legale rappresentante di BCSM, pur nominato potenzialmente sub iudice, abbia inoltrato, dal momento delle dimissioni del consigliere Giacomo Volpinari ad oggi, comunicazioni formali al Congresso di Stato o a altri organi della Repubblica sul tema o ad altri organismi esteri (MEF, Banca d’Italia, Guardia di Finanza, Servizi Segreti italiani o di altri Paesi, Commissione Parlamentare Antimafia italiana, ecc.) sia formali che informali (colloqui/messaggi WhatsApp, ecc.);
- i) quante volte il legale rappresentante di BCSM si è recato nella sede dell’istituzione dal 24 aprile 2023 e se il Signor Boni si è recato alla sede di BCSM e ha espletato degli atti formali per il proprio insediamento;
- j) se il Congresso di Stato nell’ottica della riforma dello Statuto di BCSM, oggetto già di una deliberazione del Consiglio Grande e Generale in un ordine del giorno, intende rivedere le norme connesse alla cittadinanza/residenza per i membri del Consiglio Direttivo, Collegio Sindacale, Coordinamento della Vigilanza di Banca Centrale per azzerare i potenziali conflitti di interesse con soggetti esteri, aumentare i legami con la Repubblica, evitare elementi di criticità come gli attuali collegati alle nomine o passati rispetto a relazioni con i vertici della Guardia di Finanza o di Servizi Segreti.
Chiarire tutti questi elementi è ritenuto un elemento di disclosure di accontability di Banca Centrale rispetto alle istituzioni della Repubblica, dei suoi membri (senza distinzione di schieramento, maggioranza o opposizione, o di tipologia di movimento politico) e della cittadinanza tutta.
Si richiede risposta scritta con materiale allegato.
ORDINE DEL GIORNO
Il Consiglio Grande e Generale
- tenuto conto della necessità di un ammodernamento del funzionamento degli organi del potere legislativo ed esecutivo dello Stato, considerate le recenti riforme avvenute nel campo di quello giudiziario;
- vista la necessità di garantire un maggior coordinamento dell’azione del Congresso di Stato, evitando che le Segreterie di Stato si muovano in ordine sparso, nonchè l’assunzione di una responsabilità individuale, oltre che collegiale, per l’attività di governo;
- considerata la necessità che i consiglieri possano svolgere al meglio il proprio ruolo di controllo e di indirizzo politico sull’attività del Congresso di Stato, nonché l’attività legislativa a cui sono deputati, potendo godere di risorse materiali, ausili e tempo adeguati per tali attività;
- analizzata la necessità dell’istituzione di un organismo indipendente per il controllo dell’andamento della finanza pubblica, che riporti direttamente al Consiglio Grande e Generale ed abbia compiti informativi, consultivi e di segnalazione rispetto all’utilizzo delle risorse dello Stato;
- valutato necessario un coinvolgimento di tutte le forze politiche per lo sviluppo di proposte utili a dare soluzione ai punti sopra indicati;
dispone
l’istituzione di una Commissione Speciale, ai sensi dell’articolo 73, comma 3, del Regolamento consigliare, col compito di elaborare una o più proposte di legge costituzionale e/o qualificata per raggiungere gli obiettivi indicati nei punti da 1 a 4 di cui alla premessa.
Il Presidente della Commissione riferirà, periodicamente, al Consiglio Grande e Generale in ordine all’andamento dei lavori ed ai punti in discussione, recependone eventuali proposte e mandati.
Mancano poche ore alla seduta straordinaria del Consiglio Grande e Generale in cui maggioranza e governo balneare saranno chiamati al secondo test sulla capacità di continuare la legislatura.
Rimandati sull’assestamento di bilancio nell’esame di luglio, i nostri eroi si presenteranno la prossima settimana a Palazzo con i soliti problemi di consistenza numerica per la convocazione legale delle sedute e con i vari mal di pancia all’interno delle liste che compongono la maggioranza.
Repubblica Futura assiste sconcertata a questa sceneggiata che piano piano si sta espandendo anche a società – di proprietà dello Stato e partecipate – come Banca Centrale, Cassa di Risparmio e Giochi del Titano. All’interno di queste società, o meglio nei loro CdA, stanno accadendo fatti sui quali RF intende fare chiarezza affinché enti di rilevanza strategica che amministrano risorse pubbliche non siano gestiti con la cura con la quale si spazza il cortile di casa.
Banca Centrale: alle posizioni pubbliche di RF con richieste indirizzate agli organi competenti circa la legalità delle sedute del Consiglio Direttivo, non è seguita nessuna risposta ufficiale concludente, risposta doverosa e dovuta rispetto a un organismo che viene nominato dal Consiglio Grande e Generale. È solo con estremo ritardo è stato convocato un ufficio di presidenza per lunedì 21 agosto. Non è chiaro se si stanno tenendo riunioni dell’organo di gestione, né in quale contesto giuridico si possono svolgere, né se a questo punto il dott. Giacomo Volpinari è membro del Consiglio in regime di prorogatio visto il mancato insediamento del membro retino nominato ad aprile.
Cassa di Risparmio: nella calura di luglio il socio unico, cioè lo Stato, ha salutato il Direttore Generale Rescigno, declassato a membro del CdA insieme all’ex amministratore delegato Vento, promosso ambasciatore in Arabia Saudita. Confermati tutti i membri del CdA senza minimamente consultare, anche solo formalmente, le opposizioni (quanto meno RF), con la conferma del rappresentante di Rete che gioca ancora nella squadra di governo anche se il suo partito è all’opposizione; stesso discorso per altri membri che non si capisce più se rappresentino la maggioranza, l’opposizione o le nuove forme di “mutanti politici” oggi tanto di moda. Il percorso ci pare decisamente anomalo, soprattutto se si parla di una società di proprietà dello Stato, prossima – si dice – alla vendita, in cui sta per atterrare al vertice, stando ai rumors, Luca Simoni, un ex di peso garante di molti patti politico/bancari che in passato non hanno portato grandi benefici alla banca.
In ultimo la Giochi del Titano: il CdA – scaduto – è retto da un reggente, manca di un membro e il Direttore è stato al centro di una infelice quanto inutile polemica in Commissione Permanente Affari Esteri, vicenda consumatasi proprio tra membri di maggioranza.
Capiamo la scarsa attitudine di governo e maggioranza a seguire le minime regole del confronto democratico; siamo consapevoli che gli attuali guardiani dell’ortodossia della trasparenza sono diventati oggi soggetti mansueti, molto a loro agio nelle poltrone del potere e del sotto-potere.
RF è preoccupata del dilettantismo e superficialità con la quale si stanno gestendo asset importanti dello Stato. Notiamo il silenzio totale intorno a vicende sulle quali, nel recente passato, si sarebbe scatenato il finimondo. Per esempio, a governo e maggioranza (per la verità anche all’opposizione con l’eccezione di RF), i messaggi WhatsApp con la Guardia di Finanza o i rendez vous con i servizi segreti italiani di Catia Tomasetti non destano alcuna preoccupazione, nonostante siano questioni che riguardano anche la sicurezza nazionale. Così come gli strani balletti nel CdA della Cassa di Risparmio, in cui siedono ambasciatori di paesi arabi ed in cui un direttore sparisce dopo pochi mesi dall’insediamento per fare posto a Luca Simoni, personaggio del periodo degli NPL, dei buchi, degli intrecci tra politica e finanza.
RF presenterà una interrogazione per fare luce su tutto questo. Un atto necessario di trasparenza rispetto ai cittadini in una fase istituzionale-politica di fine legislatura in cui, nei paese normali, chi governa usa garbo e sobrietà nella gestione di asset strategici evitando operazioni stile happy hour per sistemare amici e sodali fino all’ultimo minuto disponibile.
Repubblica Futura
membro dell’Associazione dei Liberali e Democratici Europei (ALDE)
Nella passata legislatura quello bancario era tema di polemica e attenzione quotidiana, e questo certamente non ha contribuito a creare tranquillità nel sistema e nei risparmiatori; ma il Governo non si negava al confronto, fra CCR congiunti, Commissioni Finanze a ripetizione, audizioni dei CdA, riferimenti frequenti, con tempistiche e modalità mai viste nelle precedenti legislature.
Ora sul sistema bancario sammarinese è calato il silenzio. Si parla insistentemente di vendita dei due più grandi istituti della nostra Repubblica: Cassa di Risparmio e Banca di San Marino, entrambe nel mirino di investitori stranieri.
Non abbiamo nulla in contrario a che investitori stranieri entrino nel nostro sistema bancario e finanziario: abbiamo sempre caldeggiato l’ingresso di nuovi capitali, non ci stracciamo certamente le vesti oggi (semmai è qualcun altro, che in passato gridava “al lupo al lupo” ogni volta che un nuovo investitore si avvicinava, che dovrebbe farsi qualche domanda).
Tuttavia la trasparenza è doverosa, soprattutto per quanto riguarda Cassa di Risparmio che è una banca dello Stato.
Auspichiamo che Banca Centrale sia informata e a sua volta informi costantemente il Governo su eventuali manifestazioni di interesse (differentemente da quanto accaduto nella passata legislatura, quando il CCR non aveva riferimenti circa la possibile vendita di Banca CIS); auspichiamo anche che abbia analizzato compiutamente gli investitori, secondo i criteri previsti nei Regolamenti in vigore. In tal senso, abbiamo letto con preoccupazione nei mesi scorsi la comunicazione dell’Associazione Dipendenti Azionisti di Banca di San Marino che, con un comunicato del 14 Maggio scorso, informava che “riguardo alle modifiche statutarie proposte ed effettuate, l’A.D.A. BSM non ha potuto fare a meno di esprimere il proprio dissenso riguardo alla cancellazione del divieto per le ‘Società anonime’ di detenere azioni della Banca”: qualcuno può fare sapere se queste modifiche sono state approvate da Banca Centrale e se, quindi, a San Marino torneranno investitori non trasparenti nel settore bancario?
Repubblica Futura auspica che si persegua nella strada delle fusioni bancarie, che vanno accompagnate con le opportune politiche fiscali e a livello di regolamentazioni: in vista dell’apertura del mercato che deriverà dall’accordo di associazione con l’UE, avere banche più solide e più patrimonializzate è essenziale. Su questo, il Governo e Banca Centrale che opinione hanno?
Ultimo ma non meno importante: il progetto di cartolarizzazione degli Npl che fine ha fatto? Leggiamo del FMI che denuncia ritardi, di Fitch che mantiene basso il rating di San Marino anche per la mancata attuazione di questo progetto (che oggi è una legge), in questi giorni leggiamo addirittura una delibera (la numero 10 del 1 Agosto scorso) che “considerata l’esigenza di stabilire dei valori di riferimento per il mercato immobiliare sammarinese, anche al fine di completare l’operazione di cartolarizzazione dei crediti di sistema” dà mandato “alla Commissione Censuaria Permanente di elaborare un’indagine sul mercato immobiliare sammarinese, entro il 31 agosto 2023” anche per “presentare una tabella di valori, divisa per zone (Castelli), che indichi un prezzo minimo e massimo al metro quadro” per una serie di tipologie di fabbricati e terreni. Quindi il progetto è così indietro che ancora non abbiamo una idea dei prezzi di mercato degli immobili e dei terreni a San Marino? Ma non era compito dell’Arranger di sistema fare una valutazione del valore degli Npl, e quindi di immobili e terreni?
Sarebbe doveroso un ampio e dettagliato riferimento su tutte queste tematiche che vengono mantenute sotto traccia dal Governo. Pudore o qualcosa di più grave? Nel prossimo Consiglio ci faremo promotori di una iniziativa istituzionale in tal senso.
Non sappiamo più cosa pensare: sarà l’estate e la voglia di nuove avventure, ma negli ultimi mesi sembra che il Paese sia alle prese con enormi novità. Peccato che, a guardarci bene, sotto sotto non ci sia nulla e probabilmente siamo alle prese con la solita “annuncite” a caro prezzo.
Partiamo dall’ormai celebre “progetto Alpitour”, quello che rilancerà la zona dell’ex Tiro a Volo (a detta del Governo). Tutto fatto, tutto pronto, c’è il grande investitore che farà il grande progetto e porterà nuovi flussi e nuove entrate. Peccato che siamo arrivati alla terza delibera che, per la terza volta, ha prorogato il termine per la presentazione del progetto: 31 Maggio prima, 31 Luglio poi, ora 30 Settembre: cosa vuol dire questo, non è difficile da capire. Ci resta poi sempre la domanda: come si concilia il modello turistico sammarinese col target di mercato di una impresa come Alpitour? Mistero. Per non dire delle modalità di coinvolgimento ed adeguata informazione della cittadinanza: praticamente zero. Non è certo così che si può sperare di realizzare progetti importanti sul territorio, al netto della reale presenza di uno o più investitori.
Come non parlare, poi, ancora una volta del progetto del nuovo Ospedale? Non ci ricordiamo più quante volte è stato annunciato e dato per imminente il suo avvio. Ci ricordiamo bene, invece, gli oltre 100.000 euro spesi per la “consulenza Conforti”, dal nome di Sabina Conforti, una figura evidentemente assai cara trasversalmente ai maggiorenti – politici e non – di questa maggioranza (alcuni dicono abbia avuto anche un ruolo nel farla nascere) e che, fin dalla calda estate del 2019, doveva trovare finanziatori disposti a investire appunto nel nuovo ospedale. Dati i soldi, sparito il consulente: nulla si sa di cosa abbia fatto, di certo non pare ad oggi abbia trovato nessuno. Ricordiamo anche i 300.000 euro a Pagnoni Vita Ingegneri di Roma, per lo studio sismico dell’attuale ospedale (la cui utilità ancora ci sfugge, dato che lo studio sismico era già stato avviato da professionisti sammarinesi anni fa). Comunque, il Governo ora ci riprova con una nuova delibera (la numero 28 del 25 Luglio 2023) che emette il solito “avviso internazionale esplorativo” per ottenere manifestazioni di interesse alla progettazione del nuovo Ospedale: vedremo come andrà a finire, in ogni caso l’investitore lo sceglierà il Governo in totale opacità e senza alcuna trasparenza sulle condizioni economiche proposte.
Un po’ come l’avviso internazionale per la ricerca di investitori per realizzare una “Comunità Energetica” a San Marino, scaduto qualche settimana fa e su cui è calato il silenzio. Il Governo ha ricevuto queste dichiarazioni di interesse e non è dato sapere sulla base di cosa sceglierà l’investitore più adatto. Né, ovviamente, quanto dovrà spendere la Repubblica di San Marino.
Infine che dire della “San Marino Spaziale”? Pare che diventeremo una eccellenza nel settore “aerospace”, nei prossimi mesi verrà organizzato un grande evento internazionale in Repubblica che ci “lancerà” in questo ambito economico. Ad oggi è visibile una delibera di spesa di 150.000 euro, che dovrebbero rientrare grazie anche alla raccolta di sponsorizzazioni ed alle partecipazioni. Nutriamo seri dubbi che lo sviluppo della Repubblica possa basarsi su questo settore, seppure i nomi ventilati di alcuni partner qualificati potrebbero far ben sperare. Speriamo quindi di sbagliarci e saremo assai lieti in caso di successo, anche se avremmo preferito che un progetto come questo potesse essere maggiormente condiviso e che la trasparenza sulle sue modalità di realizzazione fosse massima.
Ad ogni modo, a forza di seguire questi annunci, stiamo spendendo letteralmente una barca di soldi senza alcun esito. Non sarebbe meglio spendere un po’ meno, inseguire meno chimere ed essere un po’ più concreti?