Intervento del Coordinatore di RF al Congresso USL

24 Set 26

Segretario Generale, delegati, autorità, ospiti,
è con grande piacere che porto il saluto di Repubblica Futura al V Congresso dell’Unione Sammarinese Lavoratori.
Il Congresso è sempre un evento rilevante per ogni organizzazione, un momento in cui si può tracciare la sintesi del percorso fatto, progettare le linee di sviluppo e nel caso di una forza sindacale, come nel caso di un movimento politico, eleggere la squadra dirigente che guiderà l’organizzazione per il futuro.
Per questo a nome del movimento che rappresento faccio i migliori auguri per una buona riuscita dei lavori, complimenti a USL che in diciotto anni con passione ha portato un vento di innovazione nel panorama sindacale e i miei personali apprezzamenti a tutto il gruppo USL, in particolare al Segretario Generale Francesca Busignani per la determinazione e competenza dimostrata alla guida della vostra organizzazione.
Lasciatemi però fare alcune considerazioni sull’attuale fase storica.
San Marino sta attraversando una fase cruciale. L’imminente conclusione dell’Accordo di associazione con l’Unione europea, progetto strategico per il futuro del Paese al quale in oltre dieci anni abbiano tutti dato un contributo fattivo, è un elemento rilevante in un contesto più vasto.
Il cambiamento della società, il contesto internazionale in costante evoluzione gli assetti geopolitici rapida mutazione, gli scenari tecnologici come la IA, chiedono a giudizio di Repubblica Futura approcci innovativi e soluzioni non convenzionali.
Sindacati, forze datoriali e movimenti politici, saranno chiamati a disegnare un quadro che possa garantire sviluppo al Paese, tutele ai cittadini, e le condizioni di base per i giovani per costruire modello di sistema paese originale, resiliente per la Repubblica del futuro.
In questo, purtroppo, rileviamo l’assenza di politiche innovative da parte del governo, troppo attento agli annunci propagandistici, unilaterale nel realizzare politiche, come accaduto con la riforma IGR riscritta sotto dettatura delle forze sindacali dopo gli scioperi generali.
Manca a giudizio di RF un piano generale e soprattutto la volontà di riflettere, insieme, sul futuro del Paese, senza pregiudiziali di parti o suggeritori esterni.
Il punto non è decidere solo chi deve comandare, ma avere insieme contezza di quale progetto la classe dirigente del Paese vuole proporre per la San Marino per i prossimi decenni.
Ci sono troppi dossier aperti senza risposte o con soli tratti di enunciazione o con politiche contraddittorie. Lo Stato, per esempio, costruisce un impianto fotovoltaico in Lombardia e gli edifici pubblici a San Marino sono di fatto sprovvisti di pannelli fotovoltaici e gli edifici scolastici sono sprovvisti di climatizzazione con i ragazzi che boccheggiano durante i centri estivi.
Lo Stato investe nel settore agroalimentare, ma ai pazienti del nosocomio di Stato, per semplici questioni di risparmio, vengono serviti pasti rigenerati come su una qualsiasi linea aerea low cost, alla faccia dei prodotti locali, biologici.
C’è poi il tema dei giovani, verso il quale USL è particolarmente attenta.
Per Repubblica Futura è strategico avere una classe dirigente sammarinese, composta da giovani e non i soliti pensionati italiani, arrivati anche con consulenze erogate dal governo.
Il Paese, soprattutto in una fase così complessa, come l’entrata in vigore dell’accordo di associazione, deve essere guidato da sammarinesi e se possibile da giovani preparati che non mancano.
In questo sindacato e politica hanno responsabilità dirette per preparare la classe dirigente del futuro e dare la possibilità di avere un ruolo nella gestione del Paese non domani, quando i pensionati italiani torneranno a casa, ma già da oggi.
San Marino ha necessità di soluzioni originali pensate da sammarinesi, per i sammarinesi e non ricette preconfezionate importate dall’estero. Ciò non significa essere isolazionisti, ma avere l’orgoglio e l’ambizione di avere una propria classe dirigente in tutti i settori, collaborando con le migliori professionalità estere, non solo italiane.
In questo, mi riferisco alle ricette preconfezionate, rileviamo spesso superficialità e troppa disinvoltura da parte del governo. L’avvio del progetto ICEE è uno di questi casi. In un tempo in cui un litro di gasolio costa 2 euro, 1 kg di pomodori arriva a 5 euro, l’abbonamento per il trasporto di uno studente arriva a 2.000 euro, attivare un progetto che ridisegna le fondamenta del welfare state nazionale, senza una riflessione generale sulle sue dinamiche economiche e alle sue variabili esogene ed endogene, può rappresentare una bomba ad orologeria piazzata sotto un sistema sociale in forte tensione, soprattutto nei prossimi mesi.
Buon lavoro per la fase finale di questo vostro Congresso, complimenti per il lavoro fatto fino ad oggi e in bocca al lupo ai dirigenti che i delegati nomineranno in questi giorni.

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