Gatti nel “cantone”

06 Ago 26

La Commissione Consiliare Permanente Finanze “impegna il Congresso di Stato:

1) ad avviare il confronto istituzionale con la Repubblica Italiana e tra Banca Centrale e

Banca d’Italia finalizzato alla definizione dei contenuti del Clarifying Addendum;

2) a presentare alla Commissione Finanze entro sei mesi una relazione organica sullo stato del sistema bancario sammarinese, sulle criticità evidenziate dagli organismi internazionali e sulle misure necessarie per garantirne il rafforzamento e lo sviluppo e, successivamente al pagamento delle obbligazioni senior, ad avviare in Consiglio Grande e Generale un dibattito tra le forze politiche, finalizzato a valutare l’esito e l’utilità della garanzia presentata dallo Stato nell’operazione di cartolarizzazione, sulla base della relazione presentata dal Segretario di Stato alle Finanze;

3) sostenere il processo di rafforzamento della Banca Centrale anche mediante una revisione dell’assetto e delle modalità operative della funzione di vigilanza, finalizzata ad accrescerne l’efficacia, il livello di specializzazione, la capacità di cooperazione internazionale e la credibilità presso gli operatori e le istituzioni europee;

4) a valutare il rafforzamento di profili nella vigilanza bancaria attraverso il coinvolgimento di professionalità anche esterne di comprovata esperienza nei sistemi europei di supervisione finanziaria;

5) a sostenere per quanto di competenza la cooperazione della Banca Centrale con Banca d’Italia, BCE, Autorità Europee di Vigilanza e altre autorità estere competenti, comprendenti assistenza tecnica, scambio informativo, attività ispettive coordinate, programmi di formazione specialistica, peer review e allineamento metodologico agli standard europei;

6) a predisporre una strategia nazionale per il rafforzamento, il consolidamento e la modernizzazione del sistema bancario sammarinese, favorendo l’attrazione di investitori qualificati, l’ingresso di operatori di standing internazionale e la crescita della capacità di finanziamento dell’economia reale”.

Repubblica Futura utilizza direttamente le parole dell’Ordine del Giorno approvato dalla Commissione Finanze per fare una doverosa disclosure rispetto a quanto avvenuto.

Per la prima volta negli ultimi sei anni la maggioranza ha messo nero su bianco con realismo i problemi strutturali del sistema finanziario nazionale. Per la prima volta siamo riusciti – grazie allo sforzo di RF – ad uscire dal regime di segretezza che Marco Gatti ha imposto da anni sugli accadimenti del settore finanziario. Segretezza non richiesta dalla delicatezza del tema ma necessaria a nascondere l’inesistenza delle politiche nel settore finanziario nazionale.

Ora che siamo a un passo dalla firma dell’Accordo di associazione con l’Unione Europea, le fragilità per anni nascoste si fanno più evidenti. Fragilità strutturali che si uniscono al segreto di Stato con il quale Gatti ha imposto il silenzio su temi potenzialmente esplosivi. La gestione degli NPL e la cartolarizzazione, costi, benefici e impatti. Qui vige il silenzio mentre si amplia il parco auto dei professionisti coinvolti.

La sorte di una banca privata è uno dei misteri meglio custoditi di San Marino, insieme al caso delle cassette di sicurezza svuotate. Dodici mesi fa erano necessari aumenti di capitale, un nuovo socio e piano industriale di rilancio; oggi Gatti, quello che andava in pantaloncini corti all’assemblea della banca per appoggiarne la vendita, tace.

Ci sono poi i destini dei soggetti finanziari. Imperversano le voci del coinvolgimento di un soggetto maltese negli asset proprietari o della banca di Stato o della banca privata di cui sopra e ci pare di capire che i buoni uffici ci sono tutti, vedi telone pubblicitario alla festa di Serravalle o serate di gala a Milano.

C’è poi il rebus Banca Centrale. Sparito dai radar il memorandum con la Banca d’Italia, gli esiti dell’Accordo di associazione ci hanno portato a un severo bagno di umiltà. Nonostante la governance italica alla quale governo e maggioranza hanno affidato la guida di via del Voltone, non ci sono stati passi in avanti e l’attuale condizione ci pare mostrare il fallimento di un progetto di organizzazione e mission rispetto ad obiettivi sistemici.

Repubblica Futura chiede trasparenza. Marco Gatti sta facendo il banchiere senza soldi, lasciando il settore finanziario in un limbo.

Ad Andorra il settore finanziario impiega quasi 3.000 dipendenti, opera in quattro continenti, pesa per il 13% sul PIL. Citiamo questi dati per far comprendere come politiche serie abbiano prodotto risultati concreti in altri piccoli Stati.

Repubblica Futura chiede coraggio alla maggioranza. Avete fatto un piccolo passo, ora è necessario realizzare quanto stabilito dalla Commissione con l’ordine del giorno.

RF vigilerà. Sappiamo che la tentazione ricorrente di Gatti è chiudere tutto a chiave, cosa che non ci possiamo più permettere con l’Accordo di associazione con la UE che incombe.

C’è poi il ruolo di Banca Centrale, che per il bene del Paese vorremmo uscisse dalla spettrale presenza in via del Voltone ed entrasse nel dinamismo delle autorità di vigilanza che sostengono economia e Paese.

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