Repubblica Futura esprime fortissime perplessità sul contenuto dell’intervento del Segretario di Stato per la Giustizia sulla Commissione d’inchiesta relativa al “piano parallelo”.
I paletti piantati da Stefano Canti sul perimetro delle attività consentite alla Commissione d’inchiesta sono un atto grave, inconsueto, fuori da ogni prassi istituzionale, oltreché di bon ton fra poteri dello Stato.
Forse Canti doveva dare un segnale a qualcuno ma ha perso l’ennesima occasione per stare zitto e limitarsi a gestire un settore che mostra sempre maggiori fratture e che i cittadini iniziano a pagare con risorse pubbliche.
L’anticipo di due milioni di euro per l’arbitrato internazionale sono un tema su cui ci piacerebbe sapere dal titolare della giustizia come si pone e se qualcuno risponderà di questi soldi per spese legali. E questo è solo l’inizio.
Così come – sempre parlando di giustizia- appare molto preoccupante constatare che il governo di Canti vuole avere come prossimo giudice alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo uno straniero e il fatto che – sempre parlando di giuristi stranieri – senza l’avv. Calamaro l’Avvocatura pare non avere le necessarie professionalità per patrocinare lo Stato di fronte a tale Corte.
Repubblica Futura è allibita dell’atteggiamento del Segretario di Stato per la Giustizia, che anziché lavorare seriamente ai rimedi per sanare la situazione alla base delle decisioni sui casi Simoncini avanti alla Corte Europea – vedi riforma della giustizia disastro “made by Ugolini” – si avventura in considerazioni che esulano dalle sue prerogative istituzionali e – ci si permetta – dimostrando ben scarse nozioni di diritto. Dando un sonoro schiaffone anche ai Consiglieri di maggioranza che sono stati eletti membri della Commissione d’inchiesta, che evidentemente secondo Canti hanno bisogno di qualcuno che spieghi loro cosa dovranno fare.
Ogni Commissione d’inchiesta nasce nel rispetto del mandato della legge istitutiva e delle norme già esistenti. Non ci sono poteri o istituzioni dello Stato “superiori”: la Commissione d’inchiesta ha i poteri stabiliti dalla legge e – in un ambito totalmente differente – auspichiamo che l’autorità giudiziaria possa celebrare al più presto il procedimento penale.
Ultimo punto. Se Canti e la sua maggioranza sperano di potere continuare a praticare la politica dello struzzo a fronte dei pronunciamenti della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, temiamo che il Paese andrà incontro a gravi problemi quanto all’assetto del settore giudiziario e alla credibilità delle sue istituzioni, anche rispetto al processo di associazione con l’Unione europea.
Repubblica Futura ritiene che a San Marino operino da anni valenti giuristi, che l’Avvocatura di Stato abbia la professionalità per patrocinare lo Stato e la prerogativa di farlo ai sensi di legge e che non serva un valletto per dire cosa deve fare una Commissione d’inchiesta, che risponde solo al Consiglio Grande e Generale e non a Stefano Canti o ad altre istituzioni.