LA VOCE DEL PADRONE

06 Lug 26

Il Segretario di Stato per le Finanze sta, piano pieno, mettendo in atto quello che qualche anno fa disse ridendo durante una trasmissione televisiva, ovvero una “dittatura cativa”.

La riduzione progressiva dei poteri di controllo del Consiglio Grande e Generale con l’azzeramento di ogni ruolo dell’opposizione, uniti alla totale opacità della spesa pubblica, sono piccoli passi verso un regime che di democratico ha molto poco.

Gatti l’ha fatto con la legge per i titoli di debito pubblico, ora emessi con un semplice regolamento del Congresso di Stato.

L’ha fatto con la legge di bilancio 2025, quando si inventò la sciagurata Legge Sviluppo che lo sviluppo lo ha fatto vedere col binocolo.

Ha fatto istituire per legge la facoltà di cambiare le leggi con i decreti delegati, così può muoversi a proprio piacimento.

Ora arriva alla modifica dei requisiti per i membri della Commissione della Finanza Pubblica. Si ritorna indietro al 2011, quando la DC al governo fece l’attuale legge. Pronta una sfilza di incompatibilità, così da azzerare praticamente ogni possibilità di trovare dei componenti sammarinesi. L’obiettivo – chiaro – è addomesticare la Commissione dalla quale passano le spese folli del governo e le delibere secretate, inserendo personaggi stranieri.

Il padrone si è stancato delle sfuriate di qualche Collega a cui magari la Commissione fa dei rilievi svolgendo il proprio compito.

Meglio mettere in piedi l’operazione Calamaro bis, siamo già certi qualcuno ha in mente il pensionato straniero giusto.

Repubblica Futura considera vergognoso il progetto di legge in questione, che costruisce un sarcofago attorno alla trasparenza della spesa pubblica, ormai fuori controllo perché ogni Segretario di Stato fa come gli pare.

E la ciliegina sulla torta sarà la riforma del regolamento consiliare, così l’opposizione di fatto non potrà più presentare gli emendamenti, potrà parlare pochissimo e di conseguenza rompere meno le scatole.

Avanti così!

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