Ancora la giustizia

12 Mag 26

La maggioranza, dopo molti silenzi e varie posizioni singole prese negli ultimi mesi, ha ritrovato una squillante loquacità ed una comunità di intenti negli ultimi giorni. Segno evidente che sta cercando di difendere il fortino, mentre tutto intorno crolla: accordo UE sempre più lontano, risiko bancario, piani paralleli, tentate scalate, guerre per bande e giustizia sempre più sotto la lente di ingrandimento degli osservatori internazionali, non solo europei.

Ammiriamo i tentativi della maggioranza, come pure la voglia di mettere la faccia su una tematica che pare tornata ai tempi d’oro, cioè a quando non andava proprio tutto bene.

Quello che sta succedendo sulla giustizia è semplice: l’impianto delle leggi retroattive e delle interpretazioni autentiche con relativi colpi di mano notturni hanno subito una dura censura dalla CEDU. Allo stesso modo processi di selezione e di carriera dei magistrati sono stati impugnati e criticati non da estranei o politicanti, ma da magistrati stessi del Tribunale, segnando evidenti problematiche. Infine. Un Magistrato, per il quale il Consiglio Giudiziario aveva disposto la destituzione, è invece ancora in servizio in virtù di una decisione del Collegio Garante che ha ampiamente ridimensionato le scelte del Consiglio Giudiziario. Tutto questo ci fa capire che il clima di cordialità nel comparto della giustizia più volte annunciato, pare sempre più una chimera.

Insomma un panorama tuttaltro che tranquillizzante, che costringe addirittura tutta la maggioranza a prendere la penna per descrivere con il solito pistolotto una realtà che non c’è.

In tutto ciò emerge solo il fastidio con cui alcuni stanno subendo le decisioni degli organismi internazionali ed anche, e ancor di più, l’ennesimo definitivo dietrofront di Libera, ormai pronta a firmare, dire, accettare qualunque cosa pur di stare al governo.

Non aveva detto Libera, nell’ultimo Consiglio, che si dovevano accettare le sentenze della CEDU? Non si era espressa contrariamente a ricorsi in Grande Camera? Non aveva condotto una battaglia anche sulla tematica dei concorsi interni e della carriera dei magistrati, oltrechè sull’ordinamento giudiziario? 

Tutto dimenticato, tutto svanito per uno strapuntino di governo!

Bene così. Vi chiediamo solo di avere il coraggio di dirlo chiaramente ai vostri elettori e di smetterla con i piagnistei e con i falsi distinguo, perchè quelli servono solo a lavare una coscienza ormai compromessa.

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