E in un attimo si torna indietro di 30 anni…

01 Dic 19

Dopo il pellegrinaggio di tutti i partiti  – ad eccezione di Rf e di Libera – dalla Reggenza, le aggressioni verbali e non – di cui siamo stati oggetto negli ultimi anni – cesseranno? Noi continueremo a dire la verità senza fronzoli, come abbiamo sempre fatto. 

La tolleranza ed il rispetto sono nella nostra cultura liberale ma non scambieremo le buone maniere con il silenzio quando veniamo attaccati sulla base di illazioni e falsità.

Abbiamo assistito, alcuni giorni fa, alla esposizione del programma di governo da chi è rinviato a giudizio per le vicende del Centro Uffici.
Constatiamo che si tratta del programma esposto dalla Dc e dai suoi alleati per riportare il Paese indietro di trent’anni, a quando “si stava bene”, come dice con una eccezionale vis comica un candidato ormai noto suo malgrado per i video diffusi.
Infatti le tangenti per le licenze bancarie gonfiavano alcune tasche, le finanziarie elargite agli amici e poi vendute il giorno dopo crescevano, il denaro nero arrivava a fino al punto che anche il Tribunale di Forlì ci ha creduto. Il Partito del Cemento Selvaggio andava a gonfie vele (e di cui gli ecomostri di Acquaviva e Domagnano sono solo gli esempi più visibili) e l’economia sana cominciava a mostrare i primi cedimenti.

Dalla conferenza stampa è emersa un’immagine che rivela un super ego smisurato ormai fuori dalla realtà che in trent’anni è profondamente cambiata nel bene e nel male.

È sembrato di tornare nel sottobosco andreottiano, con ricette approssimative come se il tempo si fosse fermato.
Molto difficile raccontarsi a salvatore della patria dopo averla per molti anni tradita senza alcuna lungimiranza e con l’importazione di soggetti (Rasputin di Montefiore e soci, solo come esempio) loschi, corrotti e corruttori che sono penetrati nella coscienza e nel tessuto del Paese.
Quanta fatica per ricostruire l’immagine della Repubblica buona, quanti sacrifici per uscire in questi anni dalla black list italiana, dalla zona grigia dell’OCSE, dalla procedura rafforzata del Moneyval.
Gli ultimi governi hanno operato con perseveranza per ridare, agli occhi della comunità internazionale, l’immagine di un Paese serio anche se piccolo.
È un merito che nessuno, se non in malafede, può disconoscere.

Ecco perché non abbiamo né rinviati a giudizio né condannati.

L’onestà per noi e precondizione necessaria, ma non sufficiente, per servire il Paese.

San Marino, 1 dicembre 2019

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